Distacco intonaco dal muro di un edificio: responsabilità

Distacco intonaco dal muro di un edificio: responsabilità

Se si stacca l’intonaco sono condannati i condomini che non mettono in sicurezza i balconi.

In caso di distacco dell’intonaco dal muro di un edificio, la responsabilità per i danni arrecati a terzi si ripartisce tra condomini e condominio a seconda dell’area a cui si riferisce la rottura. In particolare, se si tratta di un danno causato dalla facciata esterna del palazzo, trattandosi di area comune, il risarcimento compete al condominio nel suo complesso, venendo a tal fine gestito dall’amministratore.

Viceversa, se si tratta dei calcinacci provenienti dal balcone, la responsabilità ricade sul proprietario del balcone medesimo e quindi sul singolo condomino.

Tali affermazioni, che trovano conferma in una recente ordinanza della Cassazione [1], vanno tuttavia meglio precisate. Procediamo con ordine.

Caduta intonaco e risarcimento

Potrebbe succedere che cada dell’intonaco da un edificio non sottoposto a manutenzione. Gli eventuali danni arrecati a terzi o agli stessi condomini vanno chiaramente risarciti. Si tratterà dei danni economici (si pensi, ad esempio, al tettuccio di un’automobile) e/o dei danni fisici (si pensi a un passante colpito alla testa).

Caduta intonaco e responsabilità del condominio

La responsabilità per la caduta dell’intonaco ricade sul condominio laddove il distacco riguardi parti comuni. Tali sono:

  • la facciata dell’edificio;
  • le parti dei balconi con funzione decorativa.

Per quanto riguarda i balconi, questi sono di norma di proprietà del titolare dell’appartamento a cui afferiscono. Tuttavia, laddove si tratti di elementi strutturali che servono per abbellire l’edificio (come ad esempio i frontalini), allora la titolarità è del condominio.

Di norma, l’intonaco si distacca dai sottobalconi o comunque dalle aree di proprietà esclusiva. Poiché spetta al proprietario dell’appartamento provvedere alla loro manutenzione (senza che l’assemblea possa avere voce in capitolo a riguardo), sarà di questi la responsabilità sia civile per i danni procurati dai calcinacci che penale per le lesioni causate a terzi.

La richiesta di risarcimento va quindi indirizzata al singolo condomino e, se questi non dovesse provvedere al pagamento, bisognerà agire in causa nei suoi confronti. All’esito del giudizio, perdurando l’inadempimento, si dovrà procedere al pignoramento dei relativi beni di proprietà, compreso lo stesso appartamento.

Infine, potrebbero sussistere gli estremi per una querela per il reato di lesioni o, nei casi più gravi, per omicidio colposo. Inutile tentare di addebitare il reato all’amministratore, che non ha il potere di intervenire quando si tratta di parti di proprietà esclusiva come appunto i balconi. Laddove invece si tratti di proprietà condominiale, l’amministratore può avere una responsabilità penale quando non si sia attivato personalmente per convocare l’assemblea per deliberare i lavori di ripristino o – sussistendo i fondi sul conto corrente condominiale – non vi abbia provveduto in via autonoma (egli infatti ha il dovere di effettuare tutti i lavori urgenti e necessari anche senza il nulla osta dell’assemblea, ma sempre che vi siano le disponibilità economiche da cui attingere).

Come chiarito dalla Cassazione [1], in tema di omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina negli edifici condominiali, nel caso di mancata formazione della volontà assembleare e di omesso stanziamento di fondi necessari per eliminare il pericolo, non può ipotizzarsi la responsabilità penale a carico dell’amministratore del condominio. Egli infatti non ha alcun potere di attuare tali interventi di manutenzione, ricadendo invece su ogni singolo proprietario l’obbligo giuridico di rimuovere la situazione pericolosa, indipendentemente dall’attribuibilità dell’origine del pericolo stesso.

Caduta intonaco e prova

Spetta al danneggiato dimostrare l’entità del pregiudizio subito e, quindi, sia del danno economico che morale.

Il danneggiante ha una responsabilità oggettiva per cose in custodia: egli deve cioè risarcire i danni anche se non ha alcuna colpa in merito all’evento. Tuttavia, potrà giustificarsi – e così andare esente da ogni conseguenza – solo se dimostra il cosiddetto caso fortuito, ossia che il danno si è prodotto per un evento imprevedibile e inevitabile, del tutto estraneo alla sua sfera di controllo (si pensi a un terremoto o a un’esplosione proveniente da un altro appartamento).

Nel caso di risarcimento spettante al condominio, il ristoro economico può essere richiesto all’assicurazione con cui lo stabile ha concluso una polizza danni.

Fonte:  https://www.laleggepertutti.it/591613_distacco-intonaco-dal-muro-di-un-edificio-responsabilita